Elizabeth Zimmermann

Una bibliografia essenziale dei lavori di Elizabeth Zimmermann

Il primo libro scritto da Elizabeth Zimmermann, Knitting without Tears, uscì nel 1971. Questa pubblicazione ha letteralmente rivoluzionato il modo in cui le donne statunitensi intendono la maglia. La reazione al libro negli Stati Uniti fu incredibile.

Elizabeth Zimmermann ricevette tantissime lettere in cui le sue lettrici la ringraziavano per “aver liberato” la figura della “knitter” dagli schemi pedanti e macchinosi tipici dei modelli knit che a quel tempo erano disponibili in riviste e pubblicazioni dei produttori di filati. Questo libro contiene ventiquattro modelli, inclusi quelli più iconici come il Tomten, il maglione Fair Isle con lo sprone tondo e altri. EZ avrebbe voluto intitolare questo libro The Opinionated Knitter, ma la casa editrice non fu d’accordo. Le prime 54 pagine sono dedicate ai suoi consigli da “opinionated knitter” sul filato, i ferri, le tecniche da utilizzare, gauge/tensione di lavoro, ecc. e vanno a costituire un vero vademecum per la “knitter Zimmermaniana”. I modelli sono spiegati per una sola taglia, ma contengono suggerimenti su come crearne di altre in base al gauge e alle percentuali. In questo libro, infatti, si possono scorgere le origini di quello che diventerà l’EPS (Elizabeth’s Percentage System), ovvero un sistema per creare capi adattati su misura. Siccome lo stile di scrittura è discorsivo, per apprezzare pienamente il libro è necessaria una buona comprensione dell’inglese scritto.

Il secondo libro scritto dalla Zimmermann è The Knitter’s Almanac, pubblicato nel 1974. Si tratta di un almanacco, nel vero senso della parola. Il libro presenta 12 capitoli in cui vengono presentanti 12 progetti, uno per ogni mese dell’anno (per alcuni mesi, il progetto è presentato in diverse versioni).

Sicuramente non è un libro per chi ha soltanto una conoscenza scolastica dell’inglese. In queste pagine, Elizabeth ci racconta i suoi progetti in uno stile narrativo molto divertente. Luglio è uno dei miei mesi preferiti del libro: parla di viaggi, di maglia, di campeggi lungo il Mississippi. E alla fine di ogni capitolo troviamo le “pithy directions” (istruzioni concise) per il capo presentato da Elizabeth. Più che modelli, sono ricette di facile comprensione per una “knitter” con un po’ di esperienza con i capi di Elizabeth Zimmermann.

Il terzo libro di Elizabeth Zimmermann è Knitting Workshop, uscito nel 1981, poi revisionato da Meg Swansen e suo figlio Cully e pubblicato in una nuova edizione nel 2013. La prima edizione costa molto di meno, ma la seconda edizione ha moltissime note che “aggiornano” i modelli.

Elizabeth Zimmermann scrisse Knitting Workshop come libro di accompagnamento ad un’omonima serie televisiva (la sua seconda) in cui presentava i suoi capi. È un vero e proprio manuale per “knitter”: parte dai primi passi fondamentali per arrivare fino alle Master Class. È di facile comprensione e contiene il cuore della filosofia Zimmermaniana.

Il quarto libro di EZ è Knitting Around, or, Knitting without a License, pubblicato nel 1989: è il mio preferito. Questo libro, similmente a The Knitter’s Almanac è scritto come se fosse un diario personale in cui Elizabeth si racconta attraverso le sue “digressions”: esso finisce per costituire una sorta di diario di memorie per i suoi figli e nipoti.

Queste digressioni si alternano a diversi modelli, alcuni “storici” e altri rivisitati o inediti. Il libro contiene moltissimi dei suoi modelli più conosciuti, incluso il famoso maglioncino Fair Isle con sprone tondo, lavorato bottom-up senza cucitura, che ha segnato un punto di svolta nella carriera della Zimmermann. Ad esclusione dei modelli, anche per questo libro è richiesto un buon livello di comprensione dell’inglese scritto. Secondo me è un must per qualsiasi “knitter” che intende seguire le orme di EZ. È importante notare che molti dei modelli di EZ sono piuttosto intuitivi e una volta che si capisce la costruzione del capo, diventa semplice seguire le istruzioni anche per chi non ha un’ottima conoscenza dell’inglese. Knitting Around è l’ultimo libro che Elizabeth ha pubblicato prima della sua morte, nel 1999. Tuttavia ci sono altri tre libri che vanno inclusi nella sua bibliografia: uno scritto da Meg Swansen e due scritti da Cully Swansen. Tutti e tre sono incentrati su EZ e sui suoi modelli più iconici. Dopo la morte di Elizabeth Zimmermann, la sua famiglia ricevette tantissime lettere in cui le “knitter” che conoscevano Elizabeth personalmente o solo attraverso le sue newsletter e i suoi libri, oltre a dare le condoglianze alla famiglia, raccontavano di come la loro beniamina aveva cambiato le loro vite, e cambiato il modo in cui lavoravano a maglia. Infatti, EZ era solita stabilire un contatto stretto con loro: aveva l’abitudine di rispondere personalmente alle domande e alle lettere dalle sue “knitter”. E dopo la sua morte, una di queste, Joan Debolt, trovò una lettera ricevuta da EZ in cui si leggeva:

Nessun terzo libro è previsto all’orizzonte. Ma se un giorno i miei eredi e legatari vorranno raccogliere una selezione tra i numeri di Wool Gathering ai fini di una pubblicazione, avranno la mia benedizione. Il nuovo numero per il mese prossimo tratta i maglioni Fair Isle. Che divertimento. Good Knitting (buon lavoro a maglia). Elizabeth

La raccolta auspicata da EZ in questa lettera venne pubblicata nel 2005 con il titolo The Opinionated Knitter. Elizabeth Zimmermann era affezionata a questa dicitura poiché era l’appellativo con cui si definiva.

Come accennato sopra, questo è il titolo che EZ avrebbe voluto dare al suo primo libro, ma la casa editrice Scribner’s rifiutò il titolo e scelse Knitting without Tears. Nell’introduzione al libro in questione, Meg spiega di aver colto quest’opportunità per accontentare il desiderio di sua madre. In questo libro, Meg Swansen ripropone e commenta le newsletter originali di Elizabeth (alcune presentano degli aggiornamenti). Le newsletter sono scritte nello stile narrativo caro a Elizabeth e quindi richiedono un buon livello di comprensione dell’inglese scritto. Invece, le note e gli aggiornamenti di Meg sono di facile fruizione anche per chi ha un livello medio/buono di inglese.

Nel 2011, Cully Swansen, figlio di Meg e nipote di Elizabeth, pubblica Knit One Knit All. Se The Opinionated Knitter è l’espressione di un desiderio dei suoi eredi, Knit One Knit All rappresenta invece il libro sul punto legaccio che la Zimmermann avrebbe sempre voluto scrivere: purtroppo non riuscì mai a farlo poiché non trovava una casa editrice disposta a pubblicarlo.

Il punto legaccio era il preferito di Elizabeth Zimmermann. Lo definiva “elegante” e notava che le sue “righe ondulate” disposte in orizzontale o in verticale potevano dare origine a modelli insoliti. Nei suoi scritti, EZ fa spesso riferimento al punto legaccio. Ne citeremo una sola, che può valere anche per tutte le altre:

Un giorno penso che scriverò un libro intero sul punto legaccio; è così facile e versatile, e dà molta soddisfazione quando usato per progettare un modello. Se gestito correttamente, il numero di maglie in un pollice risulta essere esattamente lo stesso numero di creste in un pollice, o due volte il numero di ferri

Spun Out #32

Molti dei modelli nel libro sono stati ripresi dai vecchi numeri di Wool Gathering e sono stati rivisitati per l’occasione, mentre altri sono inediti e sviluppati da Cully in basi a idee e appunti trovati nell’archivio di EZ. La stesura dei modelli in questo libro è più simile a quella che troviamo nelle moderne riviste di maglia. Sviluppati in più taglie, questi modelli facilitano le cose per chi porta le taglie più comuni. Elizabeth avrebbe detto che questo libro è stato scritto per i cosiddetti “blind followers”! Secondo me, dal punto di vista della lingua,  è accessibile a chi ha una conoscenza media/buona dell’inglese.

L’ultimo libro che vorrei citare è The Complete Surprise, ideato e pubblicato da Cully Swansen nel 2016. Partendo dal modello più iconico di sua nonna, The Baby Surprise Jacket, Cully scrive una “guida Surprise” completa all’ABCSJ (Adult, baby, child surprise jacket) per tutti, dal principiante al esperto. Oltre alle classiche giacche, Cully include nella raccolta anche la sua versione personale “stranded” (lavorati a due colori), una sciarpa che è lavorata usando tutte le tecniche necessarie per fare un BSJ, e anche tre nuovi modelli surprise: il Surprise Dress, il Surprise Bolero, e il Surprise Snuggle Suit, senza dimenticare i classici Surprise Booties e il Surprise Bonnet di EZ.

Per quanto riguarda la lingua, il libro  è accessibile a chi ha una conoscenza media/buona dell’inglese.Anche per questo libro, molti dei modelli di EZ sono piuttosto intuitivi e una volta che si capisce la costruzione del capo, diventa semplice seguire le istruzioni anche per chi non ha un’ottima conoscenza dell’inglese.

Elizabeth Zimmermann · Workshop

EZ MiniTomten

Si sta volgendo al termine il nostro workshop online sul Tomten. Durante il ws abbiamo lavorato a maglia un Tomten piccolo seguendo le istruzioni di base per questo capo che risale al 1940. Il Tomten è probabilmente il capo più iconico disegnato da Elizabeth Zimmermann, anche se il suo meraviglioso BSJ (creato per il suo primo nipote, Cully) è più conosciuto. Abbiamo cominciato il progetto con un avvio di 40 maglie (un multiplo di 8) e, seguendo la modularità del capo e le istruzioni di EZ, ognuna di noi ha fatto il suo mini Tomten – di cui posto le foto.

Sono molto contenta con i risultati ottentuti dalle 30 e più partecipanti. Di solito io apro una chat per accompagnare i miei workshop. In questa chat dedicata, abbiamo parlato del Tomten mano mano che l’abbiamo lavorato. C’è stata una partecipazione attiva e il feedback è stato positivo. Sicuramente KnitViktim ETS ripeterà quest’esperienza con altri capi iconici di Elizabeth Zimmermann. Ringrazio di cuore chi ha partecipato, senza di loro tutto ciò non sarebbe stato possibile!

Una nota aggiuntiva, per chi ha voglia di continuare a leggere:

Questo workshop ha coinciso perfettamente con la mia rilettura della tesi di PhD di Maureen Marsh, Knitting rebellion: Elizabeth Zimmermann, identity, and craftsmanship in post war America.

Parlando del Tomten, la Marsh ci dice che durante gli anni che Elizabeth ha vissuto sulla costa orientale degli Stati Uniti, prima a New York City in mezzo ad altre famiglie di immigranti e poi a New Hope, Pennsylvania, circondata da artisti e artgiani, ella ha consolidato le sue capacità naturali e le sue idée creative. La sua formazione inglese l’ha spronato a vestire i figli di lana ed era durante questi anni da madre con figli piccoli che Elizabeth ha creato alcuni dei suoi disegni evergreen, incluso il Tomten.

Elizabeth stessa, nelle sue digressioni raccolte in Knitting Around (p. 161), ci dice:

“Da brava mamma inglese, sapevo dal momento che Tom è venuto alla luce, egli doveva essere ben fornito di capi lavorato a mano in lana, e così ho cominciato con alcune piccole giacche e alcuni maglioncini, eventualmente arrivando ad un paio di “longies” (calzamaglia) che in quegli anni non erano affatto comuni negli Stati Uniti. Anche il Tomten Jacket di Thomas era prima del suo tempo negli Stati Uniti, reminiscente di qualcosa che avevo visto in Scandinavia.”

Ndt: questa è una mia libera traduzione da cui non attingere.

Il modello per il Tomten è stato pubblicato per la prima volta nel 1955 in una rivista statunitense per donne, Woman’s Day, con il nome Tyrolean Jacket. La stessa rivista ha ripubblicato il modello con il nome Tomten ancora una volta nel 1963.

Elizabeth ha pubblicato il modello per il Tomten nel 1961 in uno dei suoi newsletter semestrali. Le istruzioni includono modifiche per un ampio cappuccio, tasche, bordi per i polsi, la parte superiore delle maniche e un collo con angoli retti, nonché un alternativo collo stile cardigan.
EZ non offriva solo un modello per una maglia ai suoi lettori, ma una modello che poteva essere personalizzato in mille modi: quattro variazioni di taglia, tre opzioni per il cappuccio e il collo, con o senza tasche, con chiusura a lampo o bottoni, con o senza cintura, e così via.
Elizabeth conclude dicendo che modificando il numero di maglie avviate in multiple di otto, la tensione di lavoro e il tipo di lana, la knitter può fare il Tomten in qualsiasi taglia e usando qualsiasi filato.

Insomma, il Tomten illustra per antonomasia la filosfia di Elizabeth Zimmermann: l’autonomia della knitter nel design del capo o, più semplicemente, “knitter’s choice”.

Ecco una carrellata dei MiniTomten delle corsiste

Elizabeth Zimmermann · Maglia Tradizionale

Elizabeth Zimmermann e il maglione norvegese

 

Avendo letto di questo suo primo modello, era naturale che cercassi di procurarmi una copia della rivista! Non ci sono riuscita… ma… girando in rete ho saputo che la Seattle Public Library (Seattle, Washington, USA) ha una copia della rivista nella loro collezione.

Qui una piccola parentesi: ho sempre avuto un rispetto grandissimo per i bibliotecari. Sin da piccola sono stata frequentatrice assidua delle biblioteche pubbliche. L’estate tra la seconda e la terza elementare, mia madre ha deciso che ero grande abbastanza da prendere la mia bicicletta il sabato pomeriggio e andare biblioteca – da sola! Sono stati i pomeriggi più belli della mia infanzia. Avrò fatto impazzire le signore bibliotecarie alla Florissant Public Library, ma mi hanno sempre aiutato con tanta pazienza a trovare i libri che cercavo.

Finita la parentesi: chiaramente, non ho avuto remore a scrivere alla Biblioteca per chiedere se gentilmente mi potessero far avere una copia dell’articolo. Desiderio che fu subito esaudito, con l’arrivo dell’articolo. La lettura era affascinante. EZ, nel suo stile inimitabile, ha raccontato il suo rapporto conflittuale con i maglioni “norvegesi”.

Titolo dell’articolo: Norwegian Sweaters – the easy way. By Elizabeth Zimmermann.

Ecco l’incipit:

“Per tutta la mia vita, mi ero determinata di non fare – in nessuna forma o sembianza – un maglione da sci norvegese e avevo, secondo me, quattro motivi eccellenti per non farlo: uno – odio lavorare a rovescio; due – odio torcere i filati insieme con ogni cambio di colore; tre – odio chart complicate e il dover tradurre in colori, punti, asterischi e scarabocchi vari; quattro – il peggiore tra tutti, odio il processo interminabile di lasciare un colore per prenderne un altro ogni volta che il modello me lo comanda – a volte ogni seconda maglia. Ma i miei figli erano ugualmente determinati ad avere un maglione da sci! Quindi mi sono scervellata e ho battuto tutti e quattro le difficoltà, sviluppando un capo norvegese che è diventato l’invidia di tutti i compagni della prima media di mia figlia; e ora produco tali maglioni in ogni taglia per i miei figli in crescita.”.

 

A questo punto, EZ spiega punto per punto come ha risolto i quattro dubbi che la fermavano davanti al maglione norvegese perché, anche se lei non voleva fare quei maglioni, i suoi figli li volevano portare a tutti costi!

 

  • Primo punto: come evitare di dover lavorare a rovescio? Lavorare in tondo usando dei ferri circolari – uno più lungo per il corpo e uno più corto per le maniche – per creare un tubo che diventerà il corpo del maglione. E qui spende qualche parola anche sullo “steeking” ossia, tagliare il tubo che hai lavorato per inserire le maniche.
  • Secondo punto: come evitare di dover torcere insieme i filati quando si cambia colore nel motivo a due o più colori? Scegliere motivi che non usano più di cinque maglie consecutive in un colore, così i segmenti di filato portato sul dietro del lavoro saranno più corti, così evitando che le dita vengono intrappolate tra i fili indossando il maglione . Dice che un vantaggio collaterale è un tessuto “doppio” e quindi più caldo.
  • Terzo punto: come eliminare grafici complicati che ci costringono a cambiare filato troppo spesso? Alternare delle fasce di motivi alti lavorati su 8 o 9 giri con motivi meno alti lavorati su tre giri. Suggerisce di recitare delle “filastrocche” che inventi per ricordare l’ordine dei colori nei motivi. Per esempio: 3 maglie chiare, 3 scure, 3 chiare, SCURA; 3 maglie chiare, 3 scure, 3 chiare, SCURA oppure CHIARA 1, 2, 3, 4, 5 – scura, scura, chiara, scura, scura; CHIARA 1, 2, 3, 4, 5 – scura, scura, chiara, scura, scura,
  • Quarto punto: come evitare di dover costantemente lasciare un colore per riprendere l’altro? Qui ci spiega che ci sono due modi per lavorare a maglia: il cosiddetto metodo Inglese e quello Continentale. Ci ammonisce a imparare a lavorare in entrambi i modi, così possiamo tenere in una mano un colore e nell’altro l’altro colore… senza dover lasciare e prendere i filati, ma solo “gettare” un colore con la destra o “pick” un colore con la sinistra.

 

 

Se mi conoscete anche un po’ da quel che scrivo, sapete che sono molto curiosa! E quindi ho cercato questo maglione tra i modelli di EZ. Le mie fatiche non erano in vano!

 

Tra gli Spun Out nella mia collezione EZ, ho trovato il #44, una ristampa del *Wool-Gathering #59, pubblicato nel 1998 per celebrare il 40° anniversario dell’attività di vendita per corrispondenza che poi è diventato Schoolhouse Press.  Nella newsleanniversarytter, Meg parla del maglione del 1958 e com’è tornato alla luce durante una visita l’anno primo. Vedendo quel vecchio maglione, si è ricordato di averne fatto uno per il figlio, Cully, nel 1989 e che era ora di fargli un altro.  Detto, fatto! Nel 1998 illustra il Norwegian Pullover à la Meg (una mia licenza poetica!). 

a destra: Wool Gathering 59 anniversary issue

 

Spero di non avervi tediato troppo, anzi – spero di aver stuzzicato la vostra curiosità e che andrete in cerca del filato perfetto nei colori perfetti per fare un Norwegian Sweater usando il metodo che più ti piace… perché la Grande Dame della maglia ti direbbe che non esiste un modo corretto or scorretto per lavorare a maglia!

“There is no right way to knit; there is no wrong way to knit. So if anybody kindly tells you that what you are doing is wrong, don’t take umbrage; they mean well. Smile submissively, and listen, keeping your disagreement on an entirely mental level. They may be right, in this particular case, and even if not, they may drop off pieces of information which will come in very handy if you file them away carefully in your brain for future reference.” Elizabeth Zimmermann in Knitting without Tears, p. 52

Non c’è un modo corretto di lavorare a maglia; non c’è un modo scorretto di lavorare a maglia. Quindi se qualcuno ti dice – gentilmente – che lo stai facendo in modo sbagliato, non ti offendere; le loro intenzioni sono buone. Sorridi, con rassegnazione, e ascolta, tenendo per te il tuo disaccordo. Potrebbero avere ragione, in questo caso particolare, e anche se non fosse vero, potrebbero fornirti con dei trucchetti che ti torneranno utili, quindi archiviarli mentalmente per un uso futuro.”.

DLM – 2 aprile 2016

*Disponibile come Norwegian Snow Flurry SPP72 sul sito della Schoolhouse Press

Maglia Tradizionale

Bohus Stickning

Parliamo spesso dei tecniche di maglia tradizionali, sviluppati nel corso di molti anni e passati da generazione in generazione. Alcuni esempi sono i maglioni Fair Isle delle isole Shetland, i Gansey dei pescatori inglesi, i maglioni Aran delle isole Aran a largo della costa ovest dell’Irlanda, i maglioni Salish o Cowichan della provincia canadese della Colombia Britannica, e tanti altri.

Invece oggi voglio parlarvi di un’altra tecnica di maglia che non si è sviluppato nel corso dei secoli e passato da generazione in generazione secondo tradizioni centenari. Questa tecnica di maglia è stato pensato e sviluppato nel giro di pochi anni per motivi puramente economici. Negli anni quaranta, cinquanta e sessanta del secolo scorso i capi lavorati secondo le canone di questo tipo di lavorazione sono stati disegnati da alcune delle stilisti e artisti svedese più importanti e erano alla portata di pochi: il Bohus Stickning

Il periodo della maglia Bohus nella Svezia del XX secolo è stato glorioso ma – purtroppo – brevissimo.
Negli anni venti e trenta del secolo scorso il lavoro scarseggiava per gli scalpellini del Bohuslän; inoltre il tasso di disoccupazione era molto alto con una ricaduta negativa sui redditi delle famiglie. Nel 1937 le mogli degli scalpellini disoccupati del Bohuslän contattarono la Signora Emma Jacobsson – talentuosa consorte dell’allora governatore del Bohuslän – chiedendole se potesse intervenire in qualche modo per aiutare le loro famiglie. La Signora Jacobsson si rese subito disponibile: pensò che l’idea giusta fosse quella di individuare un lavoro artigianale che non richiedesse attrezzature specifiche e che fosse attuabile dalla maggior parte delle donne della provincia senza una particolare formazione tecnica. Si decise quindi di creare capi lavorati a mano con l’utilizzo dei ferri. La Bohus Stickning venne ufficialmente fondata il 12 settembre 1939 da Emma Jacobsson, che ne rimase leader, nonché forza trainante, per i trent’anni di vita della cooperativa. La Bohus Stickning distribuiva ai membri lana e modelli per fare muffole, calzini, cappelli e – in seguito – anche maglie, che le donne vendevano grazie ai loro contatti nella comunità.
Siccome nel Bohuslän non esisteva una tradizione locale relativa alla lavorazione a maglia, la cooperativa decise di arruolare artisti locali per produrre nuovi design. Durante gli anni ‘40 si distinse lo stile chiamato “Bohus Stickning”, caratterizzato da motivi multi-colore lavorati con filati leggeri in pura lana o costituiti da una miscela di angora e lana, realizzati con una combinazione distinta di maglie al dritto e a rovescio.
Oltre alla Jacobsson (vera e propria artista, laureata in Storia dell’Arte) la rosa dei designer del Bohus Stickning contava Vera Bjurström, Anna-Lisa Mannheimer Lunn, Annika Malströ-Bladini, Kertin Olson e Karin Ivarsson. Altri nomi di spicco erano Mona Reuterberg, Margareta Nordlund, Ulla Eson Bodin e Erna Gislev che partecipavano attivamente al lavoro artistico della cooperativa. Göta Trägårdh, nei panni di consulente di moda, aiutò a promuovere il profilo artistico della cooperativa. Il marchio “Bohus Stickning” è diventato sinonimo di alta moda svedese. Fra i clienti del “Bohus Stickning” c’erano anche nomi importanti: Helena Rubinstein, Juliette Gréco, Ingrid Bergman, Eartha Kitt, Grace Kelly, e Barbro Alving.
Durante la sua attività, la cooperativa Bohus Stickning è riuscita a dar vita ad una nuova arte, fortemente legata al territorio e alla sua comunità. Le maglie e gli accessori Bohus erano di una morbidezza unica e di una bellezza inimitabile. Meritatamente costosi e molto ricercati, ottennero una grande fama internazionale.

Il primo libro di maglia a citare il Bohus Stickning e’ stato l’ Odhams Encyclopedia of Knitting di James Norbury e Margaret Agutter pubblicato in Inghilterra tra il 1940 e il 1950. Oggi è fuori stampa. Sfortunatamente una disinformazione contenuta in questo libro ha ‘macchiato’ tutta la letteratura sul Bohus Stickning, fino al libro Poems of Color di Wendy Keele, pubblicato nel 1995.
Il Norbury aveva scritto:

“On the outskirts of Gotenburg is the Bohus country where peasant knitters have developed a type of color knitting peculiar to the small area they inhabit. In this type of knitting embossed effects are obtained by working some of the stitches in reverse stocking stitch on a stocking stitch background. Another element in Bohus designs is their clever use of slip stitches to build up multi-colour effects in the finished fabrics.”

(“Nei dintorni di Gotenburg, troviamo Bohus län dove le knitter campagnole hanno sviluppato un tipo di lavorazione a maglia a colori peculiare alla piccola zona dove vivono. Con questa metodo, per ottenere un effetto “goffrato”, alcune delle maglie sono lavorate a rovescio su un fondo di maglia rasata. Un altro elemento nei disegni Bohus è l’uso ingegnoso di maglie passate per creare degli effetti multi-colori nei tessuti finiti.”

In verità, si è poi scoperto con le ricerche della Keele, che la tecnica Bohus Stickning non usa affatto la tecnica della maglia passata. Inoltre, si era pensato che più di due colori non venivano mai usato in contemporanee. Invece, in alcuni modelli, fino a 15 colori vengono utilizzati nello stesso ferro/giro per creare gli effetti multi-colori.
Queste informazioni sono alla base dei commenti di Elizabeth Zimmermann su questo stile quasi sconosciuto di lavorazione a maglia, utilizzati per introdurre il Bohus Stickning ai knitter americani nel 1983. Non solo Elizabeth Zimmermann è stata tratta in inganno, anche Margaret Bruzelius, la quale ha riportato questo errore nel suo articolo del 1986 per Thread Magazine.
Ma poi alla fine degli anni ’80 Wendy Keele ha iniziato la sua ricerca sul Bohus Stickning. La figlia della Jacobssen ha concesso l’accesso diretto al materiale custodito sotto “chiave” secondo gli ultimi desideri della Jacobssen. Emma Jacobssen ha protetto gelosamente i modelli Bohus e ha stipulato che i modelli non potessero essere riprodotti fino a 50 anni dopo la sua morte, e quindi fino al 2027! Ingrid Mesterston (figlia di Emma) ha autorizzato la Keele a pubblicare alcuni dei modelli Bohus.. quindi grazie a lei, finalmente tutti i segreti del Bohus Stickning, sono stati rivelati!

Nota: Questo articolo è la proprietà intellettuale di Donna L. Mansi.
Le traduzioni dall’inglese hanno il solo scopo di rendere più comprensibile il testo. Non possono essere né citate né pubblicate.
Link https://en.wikipedia.org/wiki/Bohus_Stickning

Eventi

KN.IT – una kermesse tutta italiana sulla maglia

Se segui KnitViktim, già saprai che stiamo organizzando quella che speriamo sarà la prima di tante edizioni di “KN.IT”: una kermesse tutta italiana sulla maglia!

La prima edizione di KN.IT si terrà all’Educatorio del Fuligno, Via Faenza 48, Firenze dall’11 al 13 settembre 2020.

Abbiamo organizzato l’evento in modo tale da ottenere 3 giorni di piena celebrazione della maglia, a base di workshop, laboratori e lezioni.
A far da cornice all’evento ci sarà una mostra mercato di filati di qualità con produttori e negozi italiani, filati autoctoni (in particolare filati di lana della pecora Brogna della Lessinia, ma anche alpaca e cashmere da allevamenti italiani), di filati colorati a mano da tintori artigiani italiani, accessori in legno fatti a mano (filatoi, fusi, bottoni, ecc.) e altro ancora…

Uno dei momenti più originali dell’evento sarà costituito da una “degustazione” di filati, abbinati a dei prodotti enograstronomici toscani durante una cena alla Trattoria Enzo e Piero, Via Faenza, Firenze.
La degustazione sarà presentata da Loredana Gianferri, sommelier ma anche knitter appassionata e designer di capi lavorati ai ferri. Loredana, insieme allo staff e il cuoco della Trattoria Enzo e Piero, creerà un menù per valorizzare gli abbinamenti tra filati, vini e specialità locali (sulla base di colori, sensazioni, atmosfere ecc.).

I workshop partiranno con un minimo di 10 partecipanti e arriveranno ad un massimo di 15 partecipanti. In base alla richiesta, possono essere ripetuti durante i tre giorni di KN.IT.

Le lezioni, invece, partiranno con un minimo di 15 partecipanti e arriveranno ad un massimo di 25 partecipanti. In base alla richiesta, anch’esse possono essere ripetute durante i tre giorni di KN.IT.

La mostra mercato verrà allestita nel Loggiato/chiostro dell’Educatorio e sarà aperto al pubblico dal pomeriggio di venerdì fino alla sera della domenica.

Inoltre, durante i tre giorni di KN.IT ci saranno altre attività (laboratori, Stitch ‘n’ Bitch, KAL) gratuite o quasi.

Essendo KnitViktim ETS un’associazione senza scopi di lucro e senza partita IVA, solo i nostri soci possono partecipare ai nostri eventi. Pertanto, la tassa di iscrizione comprenderà anche il costo della nostra tessera per l’anno 2020.

Per tutte le informazioni sui workshop e altre attività: www.knititalia.com

Eventi

KNITTING WITH MEG SWANSEN

ASSOCIAZIONE KNITVIKTIM E.T.S.

presenta

EVENTO A FIRENZE

KNITTING WITH MEG SWANSEN

TERZO RADUNO NAZIONALE DEL GRUPPO FACEBOOK
“ELIZABETH ZIMMERMANN ALL’ITALIANA”

La città capitale della moda ospita la protagonista di una grande storia familiare del design americano della maglia

Dal 13 al 15 settembre si terrà il 3° Raduno Nazionale del gruppo Facebook “Elizabeth Zimmermann all’italiana” dedicato alla designer e insegnante di knitting che ha rivoluzionato la lavorazione moderna a maglia attraverso i suoi libri e le serie televisive americane. Al raduno parteciperà Meg Swansen, figlia d’arte di EZ e punto di riferimento della comunità knitter internazionale. Oltre ai workshop una mostra mercato di filati e prodotti artigianali aperta a tutti

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FIRENZE, 1 luglio 2019 – L’Associazione Knitviktim E.T.S presenta il 3° Raduno Nazionale del gruppo facebook “Elizabeth Zimmermann all’italiana” che si terrà dal 13 al 15 settembre 2019 all’Educatorio del Fuligno (Sala Blu, via Faenza 48, Firenze). Al raduno è prevista la partecipazione di Meg Swansen, figlia di Elizabeth Zimmermann, insieme a suo figlio Cully, responsabile della Schoolhouse Press – Pittsville, Wisconsin, USA.

Il programma

 13 settembre: Introduzione e discussione.

«Oltre la Baby Surprise Jacket: la lavorazione a maglia di capi per bambini»

14 settembre: Laboratorio 1 con Meg Swansen.

«Laboratorio sull’EPS e sui diversi sproni sviluppati da EZ e Meg Swansen»

15 settembre: Laboratorio 2 con Meg Swansen.

«Tecniche e trucchi per la lavorazione a due colori»

In concomitanza con l’evento  verrà allestita una piccola mostra mercato aperta al pubblico nel cortile dell’Educatorio del Fuligno

Alla mostra mercato saranno presenti produttori di lane e filati italiani, filati tinti da tintori indie e accessori attinenti alla maglia, e altri prodotti artigianali.

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Schede bio

Meg Swansen rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per il lavoro a maglia moderno. Figlia d’arte delle celebre designer Elizabeth Zimmermann, si è affermata nel mondo della lana grazie ai suoi contributi come autrice di numerosi libri e video didattici. Cura una rubrica su Vogue Knitting, rivista dedicata alla maglia e pubblicata da Vogue Magazine. Meg Swansen dirige la Schoolhouse Press, azienda già fondata dalla madre nel 1958, che ha come scopo diffondere la cultura della maglia attraverso materiali didattici, accessori, workshop ed eventi.

  • Per approfondimenti: «Bentornata Meg» di Donna Lynne Galletta

https://www.ledonnedellalana.it/storie-di-oggi-donne-della-lana/64-bentornata-meg-swansen

Elizabeth Zimmermann (nota come EZ) è nata in Inghilterra e si è trasferita con il marito negli Stati Uniti negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale. E’ stata una designer e insegnante che ha rivoluzionato la lavorazione moderna a maglia attraverso i suoi libri e le serie televisive sull’emittente PBS, la televisione pubblica statunitense.

Intorno al 1958/59 Elizabeth Zimmermann ha comprato all’asta una vecchia “One Room Schoolhouse”, ovvero una struttura scolastica per piccoli centri urbani, ormai abbandonata nei boschi del Wisconsin; dopo averla ristrutturata, si è stabilita lì con suo marito e i loro tre figli. Intorno al 1958 ha cominciato a pubblicare una newsletter, attività che ha combinato con la vendita per corrispondenza di materiali per la lavorazione a maglia, nonché di libri e video prodotti sotto il nome Schoolhouse Press.

Nelle newsletter EZ, oltre a pubblicare le sue idee sulla maglie e le istruzioni per i capi da lei disegnati,offriva consigli su tutto, spaziando dalla vita in famiglia, al campeggio lungo il Mississippi, a come ottenere un perfetto pane nero. Grazie a queste newsletter si sono formati dei legami virtuali tra lei e le sue lettrici molto solidi e duraturi.

Elizabeth Zimmermann è morta il 30 novembre 1999. Tanta era la sua importanza nel mondo del knitting che il 12 dicembre 1999, Il New York Times le ha dedicato un necrologio di 650 parole, che ripercorre le varie tappe della sua vita.

Dopo la morte di Elizabeth, sua figlia Meg Swansen ha preso le redini dell’attività di famiglia,portandola avanti con molto successo. Meg è riuscita a costruirsi un’ottima carriera, diventando a tutti gli effetti una figura di spicco:autrice di numerosi libri e dvd, ha una rubrica su Vogue Knitting, rivista dedicata alla maglia e pubblicata da Vogue Magazine. Continua a organizzare i cosiddetti “camp”, ovvero i raduni programmati per knitter, fondati da sua madre nel 1974, ormai diventati un appuntamento molto amato dai seguaci di EZ e del suo metodo.

Donna Lynne Galletta, è presidente dell’Associazione KnitViktim E.T.S. Knitter e organizzatrice del Terzo Raduno Nazionale  Elizabeth Zimmermann, ha aperto un gruppo su Facebook dedicato al lavoro di Elizabeth Zimmermann e alla Schoolhouse Press. Il gruppo si chiama Elizabeth Zimmermann allitalianae conta circa 3500 membri. Negli anni il gruppo su Facebook è cresciuto e nel 2017 ha deciso di organizzare il primo raduno nazionale a Roma. Visto l’interesse suscitato da questo primo raduno, l’anno successivo è seguita una seconda edizione ad Asiago (VI).

«Quest’anno abbiamo deciso di  invitare MegSwansen in Italia per presentare due workshop in occasione del nostro 3° Raduno Nazionale – spiega Donna Lynne Galletta – Firenze mi è sembrata la scelta logica per questo evento: una città a misura duomo, centrale e facilmente raggiungibile da tuttItalia e anche dallestero, una città darte con una storia intrecciata anche con quella della lavorazione della lana».

Per informazioni

 knitviktim.ets@gmail.com

Donna Lynne Galletta  Mail: donnalgalletta@gmail.com

Zadro Manuela  Mail: info@ledonnedellalana.it

Eventi

KNITTING WITH MEG SWANSEN

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KnitViktim ETS Cultural Association presents the 3rd Annual Meeting of the “Elizabeth Zimmermann all’italiana” facebook group. This year we are honored and pleased to announce that Meg Swansen will be our guest instructor.

KNITTING WITH MEG SWANSEN
13 – 15 September 2019
Educatorio del Fuligno – via Faenza 48, Firenze – Italy

Friday, 13 September: Opening remarks and presentation by Meg Swansen on knitting for children. The presentation will be followed by an Aperitivo

Saturday, 14 September: Workshop 1 – Meg Swansen
EPS and the eleven yokes developed by EZ and Meg Swansen

Sunday, 15 September: Workshop 2 – Meg Swansen
Techniques and tricks for knitting with two colors

During the Raduno, there will be a Market Fair featuring autochthonous Italian yarns, Indie dyers, handmade knitting accessories and more in the Fuligno Courtyard.

For information on registration and/or fees for vendors: knitviktim.its@gmail.com

We warmly thank our sponsors:

Borgo de’ Pazzi yarns

Myak yarns

Istex yarns

Biches et Buches yarns

Avvisi

21 marzo 2019 nasce KnitViktim ETS

Siamo molto felici di annunciare che KnitViktim è diventata l’associazione culturale “KnitViktim ETS”

Ormai da più di un anno, abbiamo organizzato diversi eventi maglia. Il più importante è stato il 2° Raduno Nazionale del gruppo facebook “Elisabeth Zimmermann all’Italiana” giugno scorso a Asiago (VI) con più di 50 partecipanti.

Quando abbiamo deciso di invitare Meg Swansen al nostro 3° raduno, ci siamo rese conto che sarebbe stato un evento importante. Quindi, abbiamo deciso di costituirci come KnitViktim ETS, un associazione culturale dedicato alla maglia e non solo.

La pagina facebook “KnitViktim” rimane aperta a tutti. Ma si aprirà anche un gruppo per chi decide di diventare associato e di aggregarsi a noi in questa nuova avventura!

La quota della tessera per il 2019 è di 10 euro. Chi è interessato a diventare socio, può mandare una mail a knitviktim.ets@gmail.com e chiedere copia dello statuto e domanda di iscrizione. Cerchiamo di rispondere a stretto giro di e-mail.

Donna, Silvia, Elisabetta e Paola