Sappiamo che in queste fredde giornate di inizio anno la tentazione di rimanere a dormire magari sotto una bella coperta di lana fatta da noi è fortissima!
Ma se sei soddisfatta/o delle attività che abbiamo organizzato nel 2023 e vuoi continuare a darci una mano è il momento di rinnovare la tua iscrizione all’associazione.
Se sei già socia/o non serve compilare di nuovo il modulo di iscrizione, ma puoi fare direttamente il versamento di Euro 16.00 che coprirà l’iscrizione all’associazione per tutto l’anno 2024. Puoi procedere al versamento tramite un bonifico sul seguente conto: Knitviktim ETS – Iban: IT98A0538713700000003062968 – BIC BPMOIT22XXX – BPER Filiale di Lucca oppure tramite paypal al seguente indirizzo: knitviktim.ets@gmail.com
Nel caso tu voglia associarti per la prima volta, trovi tutte le informazioni alla pagina COME ASSOCIARSI
Festeggiamo l’arrivo della primavera con un appuntamento che ci vedrà in presenza dal 21 al 23 marzo a Rovereto (TN) presso i locali dell’Accademia di comunità La Foresta di Rovereto. Protagonisti del workshop saranno il cardigan Deco di Kate Davies e le opere futuriste di Fortunanto Depero.
Deco, è un cardigan ispirato dall’architettura futurista, in particolare, al Paramount Building di New York City. Davies immaginava l’edificio capovolto e “tradotto” in un cardigan con una sagomatura al punto vita; guardando la griglia nell’atrio dello Squibb Building di Ely Kahn vedeva bene esattamente cosa aveva in mente.
Dalle pagine del suo blog: “Quando ho iniziato a disegnare questo cardigan, avevo in mente gli edifici. Adoro i graziosi arretramenti che caratterizzano i grattacieli Art Déco e moderni di New York e ho pensato che un elemento architettonico simile sarebbe stato perfetto, se capovolto, come sagoma del punto vita di un maglione. Questa griglia metallica dell’atrio dell’edificio Squibb di Ely Kahn suggerisce il genere di cose a cui stavo pensando”.
Qualche mese dopo, sempre nelle pagine del suo blog Kate Davies cita Fortunato Depero e in particolare una sua illustrazione per American Vogue Magazine 1930.
“Finalmente! Ho pubblicato Deco! È chiaro che sono in ritardo sui tempi in più di un senso: sembra che i futuristi abbiano avuto l’idea di specchiare i grattacieli sugli abiti molto prima di me”.
Quindi quale ambientazione migliore di Rovereto avremmo potuto scegliere? Come ormai di consueto per i nostri appuntamenti di Knitting e Arte, introdurremo il workshop con una visita museale guidata presso La Casa d’Arte Futurista Depero .
PROGRAMMA
21/03 ore 15,30 ritrovo a Rovereto presso Casa Depero ore 15,45/17 visita guidata a Casa Depero ore 18 aperitivo presso La Foresta, chiacchiere e knitting libero sino all’ora di cena
Prezzo: 60 € per chi arriva venerdì pomeriggio. L’iscrizione include il workshop di 9 ore, l’ingresso al museo con la visita guidata, il pattern del modello, aperitivo del venerdì e pranzo del sabato, quota associativa per l’accesso all’Accademia di comunità La Foresta (per chi è già associato a La Foresta il costo sarà di 55€).*
50€ per chi arriva sabato mattina. L’iscrizione include il workshop, il pattern, il pranzo del sabato, la quota associativa per l’accesso all’Accademia di comunità La Foresta (per chi è già associato a La Foresta il costo sarà di 45€).*
Successivamente all’iscrizione verranno date maggiori informazioni sul filato e sul necessario per lavorare.
*Importante: il workshop è riservato esclusivamente alle socie e ai soci dell’associazione Knitivktim. Non hai ancora effettuato l’iscrizione? iscriviti qui
Care amiche, cari amici, abbiamo avuto notizia di una persona che sta contattando coloro che hanno partecipato a Knit Italia 24 per organizzare nei prossimi mesi del 2025 un “festival della maglia “ a Padova. Vogliamo chiarire che l’associazione Knitviktim non è coinvolta in questa manifestazione. Come già deciso in precedenza, il prossimo appuntamento con Knit Italia sarà nel 2026 .
Prima di allora abbiamo in serbo per voi altri appuntamenti, on line e in presenza.
Info sui nostri canali social e su queste pagine…
A prestissimo!
🔔 Aggiornamento
Ci hanno segnalato che l’immagine iniziale di questo post ritraeva il banchetto dei filati di Lana al Pascolo. Non era nostra intenzione legare Lana al Pascolo al contenuto del post e di questa svista ce ne scusiamo con Cristina Ferrarini. L’immagine è stata prontamente sostituita
“Knit One Knit All”, é un libro di progetti di Elizabeth Zimmerman, edito dal suo nipote, Cully Swansen, e curato da sua figlia, Meg Swansen, pubblicato nel 2011.
Punto legaccio, il punto geometricamente perfetto
Il libro è una collezione di modelli inediti della Zimmermann, tutti a punto legaccio.
Sono rimasta affascinata già dal sottotitolo: Elizabeth Zimmermann’s Garter Stitch Designs. (I capi in punto legaccio di Elizabeth Zimmermann)
Avendo letto molti dei libri di EZ sapevo quanto amasse il punto legaccio! Lo definiva “elegante” e notava che le sue “righe ondulate” possono essere disposte sia in orizzontale che in verticale, originando modelli insoliti. Scrisse: “I like to think that the very first knitter, doodling with sticks and sinews at the sunny entrance to his cave, or peering at his knitting by the flickering firelight, doodled with, or peered at, Garter stitch; the bread and cheese of knitting, the basic stitch – surely the prototype.” (“Mi piace pensare che l’inventore del lavoro a maglia, che giocava con bastoncini e fibra sulla soglia assolata della sua caverna, o che rimirava il suo lavoro vicino al fuoco scoppiettante, guardasse un lavoro a punto legaccio, il pane quotidiano della maglia, il punto base – sicuramente il prototipo.”)
Trovo interessante anche l’introduzione al libro Knit One, Knit All, dove leggiamo: “L’idea di questo libro veniva da EZ stessa”, e continua “durante la preparazione del suo secondo libro, la Zimmerman scrisse al suo editore proponendo un libro sul punto legaccio… Molti editori che contattò però risposero che un libro concentrato su un solo punto non era ben vendibile… Nel febbraio 1977, cercando di convincere un editore, EZ scrisse ‘It [the book] could point out that Garterstitch [sic] is the easiest of all stitches, thus suited pre-eminently to the beginning knitter, but also that the designs are original with me, and quite unusual, and contain sufficient structural novelty to make them appealing to the experienced and adventurous knitter.” (“Il libro potrebbe dimostrare che il punto legaccio [sic] è il più facile dei punti, e quindi il più indicato per il principiante, ma anche i modelli originali che sono miei e insoliti con un contenuto di novità nella struttura tanto da renderli interessanti anche alle mani esperte e desiderose di sfide.”)
L’introduzione continua, affermando che EZ stimolava la creatività individuale e che i suoi modelli in genere abbozzavano la costruzione del progetto lasciando all’esecutore la libertà di sperimentare senza paura di rompere le regole durante il lavoro. Questa filosofia, rivoluzionaria per quei tempi, é uno dei motivi principali per i quali ancora si parla di Elizabeth Zimmermann.
Nel mese di Novembre abbiamo pensato di passare un po’ di tempo assieme con un incontro Zoom sul Pelerine
Durante questo incontro parleremo di questo capo evergreen di Elizabeth Zimmermann. Approfondiremo la costruzione top-down alquanto insolita per un capo EZ. Per chi vorrà fare il Pelerine, i lavori continueranno in un gruppo didattico su facebook dedicato a questo capo.
L’incontro Zoom è pervisto per l’11 novembre alle 21, con replica il pomeriggio del Sabato 12 novembre alle ore 16. Costo 5€ da versare o via PayPal o con bonifico. Chi parteciperà all’incontro Zoom riceverà una dispensa in italiano
Il modello in inglese è acquistabile sul sito della School House press al seguente link
KnitViktim sarà presente alla XXVII edizione di Frutti del Castello, al Castello di Paderna (Piacenza), 1/2 Ottobre 2022.
Saremo disponibili per domande e delucidazioni sulla nostra associazione, ma non solo! Infatti sarà con noi Valentina Ferrarini, tintora e titolare dell’Officina del Colore Naturale, che ci parlerà del processo di colorazione con piante tintorie e avrà in vendita, tra le altre cose, alcuni dei filati da lei colorati. Inoltre, tra i suoi prodotti, ci saranno alcuni kit per la realizzazione di due progetti che si possono completare in poco tempo, lì con noi: per chi è alle prime armi, un Mug Cozy, uno scaldatazza in lana; per chi ha più dimestichezza, invece, sarà possibile realizzare un simpatico gufetto.
Saranno disponibili anche alcuni ferri circolari per chi vuole saperne di più su questa tecnica e provarla sul posto (i ferri non saranno in vendita). Domenica ci raggiungerà la dott.ssa Chiara Motta che ci parlerà delle razze ovine autoctone più rare. Donna Galletta, invece, presidente di KnitViktim, parlerà della nostra associazione, delle tecniche di Elizabeth Zimmermann e del lavoro a maglia come attività ricreativa.
Ci farà piacere rivedere i nostri soci ma ci farà ancora più piacere averne di nuovi!
Care socie e cari soci il 2021 sta per finire e speriamo che le attività che vi abbiamo proposto siano state per voi interessanti e stimolanti!
La fine dell’anno significa anche che avete tempo fino al 31 dicembre 2021 per regolarizzare la vostra posizione pagando la quota associativa dell’anno corrente. In base al nostro REGOLAMENTO, chi non avrà regolarizzato la sua posizione sarà depennato e dovrà presentare una nuova domanda di associatura nel caso volesse ritornare a far parte dell’associazione.
Se hai già pagato la quota 2021, sei in regola e non devi procedere al momento ad ulteriori pagamenti. Per quanto riguarda l’anno 2022 inizieremo a raccogliere le quote a partire da febbraio 2022.
Vi aspettiamo il prossimo anno con tante attività e la nuova edizione di KN.IT
In attesa del prossimo KN.IT che si terrà nel 2022, per quest’anno abbiamo pensato ad un progetto natalizio per rimanere in contatto, conoscere delle realtà artigiane italiane ed imparare qualcosa di nuovo come è tradizione per la nostra associazione.
Per cui siamo molto felici di presentarvi il primo Calendario dell’Avvento KnitViktim ETS!
Che cosa troverai nel Calendario?
All’interno troverai un progetto originale disegnato da Dario Tubiana in esclusiva per la nostra Associazione. Se non lo conosci già, puoi trovare Dario (aka RossoCardinale) sul suo sito personale, su Instagram e ovviamente anche su Ravelry. Dario è un talentuoso designer italiano con una forte vocazione internazionale. Lo abbiamo conosciuto a KN.IT 2020 dove ha tenuto due interessantissimi corsi sul ricamo in lana e sullo sprone circolare con motivi islandesi. Competenza, creatività e disponibilità sono le caratteristiche che ci hanno conquistato ed è per questo che abbiamo affidato a Dario il compito di creare un accessorio da realizzare assieme durante il periodo natalizio e che ci permettesse anche di sperimentare tecniche diverse e di provare un filato interessante! Il progetto è organizzato in sezioni che saranno rivelate mano a mano che ci avviciniamo al 25 dicembre.
All’interno del calendario troverai anche tutto il filato che ti serve per realizzare il progetto. La scelta del filato è caduta sulla Lana Aquilana di Valeria Gallese. Si tratta di un filato 100% pura lana vergine (4 capi, 100 gr, 200 mt). La bottega di Valeria si trova in Abruzzo, sul Gran Sasso dove pascolano anche le sue pecore. Di questo filato ci ha colpito soprattutto la qualità e la morbidezza e non vediamo l’ora di farlo provare anche a tutte le nostre socie. Nel kit sono presenti circa 500 gr di filato bianco e circa 200 gr di filato colorato in 4 colori (50 gr per colore) che Valeria ha tinto a mano per noi.
Ma le sorprese non finiscono qui! All’interno troverai anche tanti piccoli accessori più meno legati al mondo della maglia. Per questo ringraziamo i nostri sponsor Katia, Mez-Cucirini e Campolmi. Ringraziamo anche gli artigiani che hanno lavorato con noi Francesco Mangia e Chiara delle Mimmine! Ringraziamo inoltre le nostre socie Silvia Maggiorelli di Maggiorelli Grafica (Firenze) e Cecilia Martini del FiloMatto (Firenze) che hanno contribuito al progetto.
E poi siccome si sà … il diavolo è nei dettagli, siamo molto orgogliose della collaborazione con il Fustellificio Vicentino che ha prodotto per noi una delle sue bellissime Scatole Controverse! La scatola è prima di tutto il packaging con cui ti sarà spedito il nostro Calendario, ma poi diventerà una bellissima scatola decorata da riutilizzare per conservare il tuo progetto o tutto quello che vorrai.
Come si fa per ricevere il calendario?
Il calendario è riservato ai soli soci in regola per l’anno 2021. Dovrai quindi prima di tutto prenotarti compilando il FORM apposito che abbiamo creato e attendere la mail di conferma in cui ti saranno anche indicate le informazioni per il pagamento. Il costo del calendario è di 110 Euro (spese di spedizione sul territorio italiano comprese) a cui dovrai aggiungere la quota di iscrizione all’associazione di 16 Euro qualora tu non la abbia ancora pagata per l’anno 2021. Visto che questo è il nostro primo esperimento, il numero di Calendari a nostra disposizione è limitato e quindi sarà possibile richiedere non più di 1 calendario per socio/a. L’acquisto sarà concluso al momento del pagamento che dovrà essere effettuato tramite Bonifico Bancario o Paypal entro 3 giorni dal ricevimento della conferma della prenotazione. Se il pagamento non verrà effettuato entro i tempi previsti purtroppo dovremo cancellare la tua prenotazione per lasciare spazio alle altre richieste.
ATTENZIONE! Il Calendario sarà disponibile solo per i soci la cui candidatura è stata approvata entro il 31.08.2021.
Le iscrizioni si apriranno il 10 settembre 2021 alle ore 19.00 e si chiuderanno il 20 ottobre 2021 alle ore 24.00. Dopo tale data inizieremo a comporre e spedire i Calendari in modo da poter aprire tutte assieme la prima casella il 1° dicembre! Ci sarà anche un gruppo FaceBook dedicato con cui rimanere in contatto, postare i propri progressi … ma attente agli spoiler! Su Instagram, infine, apriremo virtualmente giorno per giorno le caselle del Calendario e vi daremo qualche piccolo contenuto extra.
Per informazioni scrivere a knitviktim.ets@gmail.com
Quando pensiamo alla lavorazione di una maglia “top-down”, il primo nome che ci viene in mente è quello di Barbara G. Walker, autrice del libro Knitting from the Top, pubblicato nel 1972 da Charles Scribner & Sons, NY. Dopo la Walker ci sono stati altri che hanno seguito il suo esempio e che hanno scritto altri libri sull’argomento.
La Walker – come Elizabeth Zimmermann – era una voce fuori dal coro. Nell’introduzione al suo libro, la Walker scrive: “”La maggior parte dei capi a maglia è disegnata per essere lavorata dal bordo inferiore fino al collo o punta vita. Esiste una scuola di pensiero, la quale sostiene che lavorare un capo nell’altra direzione sia molto più difficile. Questa idea non è di chi lavora a maglia ma di chi scrive le istruzioni per la lavorazione a maglia – forse perché secondo il sistema “knit-by-numbers”, così alla moda oggi, è più difficile scrivere le istruzioni per un capo lavorato dal bordo superiore verso quello inferiore.” (NdT – traduzione mia personale) (Knitting from the Top, p.9)
La Walker continua, dicendo che il metodo basato sui “numeri” (i.e. misure varie standardizzate) non rientra nel suo modo di pensare e che nonostante il pensiero popolare, lei trova che lavorare dal bordo superiore verso quello inferiore sia il migliore modo per ottimizzare il rapporto tra il capo e il corpo che lo porta.
Ci parla della facilità con cui ci si possa assicurare che un capo calzi a pennello perché può essere provato in qualsiasi momento – essendo lavorato dal collo in giù – per controllare qualsiasi misura, compresa la lunghezza.
Ma non dovevamo parlare di Elizabeth Zimmermann?? La nostra EZ già nel 1970, quindi due anni prima che la Walker pubblicasse il suo libro, aveva contemplato una maglia lavorata dal collo verso il bordo inferiore. Infatti, proprio in quell’anno ha deciso di condividere questa idea con i lettori della sua newsletter Wool Gathering (Numero 2).
Il titolo dell’articolo nella newsletter è “Circular Sweater from the Neck Down” (Maglia lavorato in circolare dal collo in giù).
L’incipit di Elizabeth non lascia dubbi sulla sua preferenza per il metodo “bottom up”, ossia dal bordo inferiore verso il collo, ma per rispondere alle “più che occasionali implorazioni pietose” dei suoi lettori, mette da parte le sue riserve per trattare l’argomento della lavorazione “top down”, ossia dal bordo superiore verso il bordo inferiore. Continua poi con un elenco dei problemi che lei trova con questo metodo e le sue soluzioni a questi problemi. Vi riporto solo il numero 3 che io trovo sia quella più zimmermanniana e la più divertente:
“N. 3 iniziare con poche maglie per finire con tantissime, nonchè la lavorazione interminabile del corpo e delle maniche, cosa che io trovo psicologicamente scoraggiante.
Soluzione per il n. 3 “Non c’è soluzione. Se voi siete contenti di farlo, perché mai dovrebbe dare fastidio a me?”
Spun-out, no. 2 (Ristampa del Wool Gathering #2, 1970) (NdT: Traduzione mia personale)
Conclude dicendo che le energie che ha speso per spiegare i problemi e arrivare alle relative soluzioni, non sono nulla paragonate alle difficoltà di invertire il suo solito modo per fare le maglie.
E qui inizia il bello. Non so se questo sia stato un momento clou per il sistema EPS – Elizabeth’s Percentage System (già accennato nel Fair Isle Yoke Sweater della sua primissima newsletter del 1958), ma ho fatto un piccolo studio bibliografico e ho notato che nel suo primo libro Knitting without Tears (pubblicato nel 1971), Elizabeth parla di percentuali nella costruzione della maglia, ma non parla di “Elizabeth’s Percentage System”. Oso a pensare che il sistema EPS system sia stato maturato piano piano e che Elizabeth l’abbia migliorato con ogni capo che ha creato; fatto sta che già qui, nel 1970, non solo parla di una costruzione top-down, ma anche di una costruzione basata non sui “numeri” così odiati dalla Walker, ma su UN NUMERO CHIAVE che lei denomina “K” e su dei percentuali dello stesso. “K” è il numero di maglie necessario per ottenere la circonferenza desiderata della maglia, misurata all’altezza delle ascelle. Tutte le altre misure sono percentuali di “K” con l’eccezione delle lunghezze del corpo e delle maniche. Se lo capovolgessimo, sembrerebbe una prima bozza di quel sistema di percentuali che, oggi conosciamo come l’EPS!
Ed ecco la storia di EZ e il metodo Top-Down!
Photo credit: Schoolhouse Press Spun out #7 ” Circular Sweater from the Top Down
In genere, quando pensiamo ad Elizabeth Zimmermann, la associamo o alla giacca BSJ (Baby Surprise Jacket) o al sistema EPS (Elizabeth’s Percentage System). La BSJ è diventata un’icona rappresentativa dell’approccio di EZ, pur non essendo tra i primi capi ad essere stati creati; l’EPS, invece, è diventato per tanti la base per la creazione di capi su misura lavorati bottom-up o top-down.
Esistono però altre tecniche unvented da EZ, forse meno conosciute ma non per questo meno geniali. Tra queste troviamo il principio Rorschach, del quale mi appresto a parlarvi in questo articolo.
In Spun Out n. 17 (ristampa di Wool Gathering #7 – 1972), Elizabeth scrive:
“I have a vintage design … which I call my RIBWARMER. It is made on the principle of the Rorschach – not circular, not back and front, but Right and Left.
“Ho un design vintage … che chiamo il mio “scaldacostole”. È lavorato seguendo il principio Rorschach – non circolare, non davanti e dietro, ma Destra e Sinistra.” (NdT: traduzione mia personale)
Il Ribwarmer e il Butterfly vest, presentati per la prima volta nel 1956 nella rivista McCall’s Needlework and Crafts – furono i primi capi che Elizabeth Zimmermann disegnò seguendo il principio Rorschach, detto anche “a costruzione speculare”.
Nei thriller e nei polizieschi sarà capitato a tutti di vedere un criminale sottoposto al test di Rorschach: si tratta di un test psicologico usato per le indagini della personalità, basato su macchie di inchiostro simmetriche e casuali che possono ricordare oggetti, persone o animali. Il test prende il suo nome dal suo creatore Hermann Rorschach, che pubblicò le sue ricerche nel 1922. Il suo metodo è diventato molto conosciuto negli anni 30 dello scorso secolo. Essendo nata nel 1910, è probabile che Elizabeth – da ragazzina vispa e curiosa qual era – fu particolarmente colpita da Rorschach e dalle sue tavole speculari. Non mi sorprende che sia riuscita a trasferire questa simmetria nei suoi capi non solo usando la maglia ma adoperando anche il suo punto preferito: il punto legaccio.
I capi Rorsach, in pratica, sono lavorati da lato a lato, su due pezzi speculari. Bisogna dire che di recente il pensiero Zimmermanniano tende verso una costruzione interamente senza cuciture: ad oggi, infatti, i modelli per il Ribwarmer e il Butterfly vest presentano la costruzione del capo in un unico pezzo. Tuttavia, la specularità della costruzione rimane ed è ancora evidente. Personalmente, per quanto riguarda il Ribwarmer e il Butterfly vest, preferisco la cucitura al centro del dietro – Knitter’s Choice!
Diversi anni dopo, nel 1978, EZ perfezionò questa costruzione con la creazione del Rorschach Sweater presentato in Wool Gathering # 19. Nella sua descrizione del capo, ci scrive:
“For some years I have been gnawing on the problem of the RORSCHACH (for Right-and-Left, as opposed to the Front-and-Back) sweater, like the RIBWARMER … I could never achieve an organic neckline to suit myself, but now … I think I have it licked. So – THE RORSCHACH SWEATER is made in halves, Left and Right, in garter stitch.”
“Da diversi anni, cerco di risolvere il problema della maglia RORSCHACH (ovvero costruita con un approccio Destra-e-Sinistra, invece di “Davanti-e Dietro”) come il RIBWARMER … non sono mai riuscita a creare uno scollo che mi convinceva, ma adesso penso di esserci riuscita. Quindi – IL RORSCHACH SWEATER è lavorato in maglia a legaccio, in due metà (Sinistra e Destra.)” (NdT: traduzione mia personale)
La specularità del Rorschach Sweater è totale ed è l’apoteosi del principio di Rorschach applicato alla maglia. Non solo sono speculari le due metà della maglia, ma ogni metà contiene una simmetria al suo interno, se le guardiamo dalla prospettive di una immaginaria cucitura che parte dal centro del sottobraccio che arriva fino all’orlo inferiore.
Altri pattern EZ che possono essere messi nella categoria “Rorschach” sono:
il 2-Piece Baby Jacket pubblicato in Knit One Knit All. Questo capo è una valida alternativa al suo cugino più famoso, la BSJ. È lavorato in due metà che poi sono uniti al centro del dietro. Per completarlo, si chiude la manica/spalla con un i-cord bind-off e si rifiniscono i bordi con un i-cord applicato.
lo Zig-Zag Jacket, pubblicato in Knit One Knit All. È una giacca ampia da portare aperta, lavorata in due metà speculari e identiche che sono unite con un bordo in maglia a legaccio.
I Mystery Mittens che trovate nel libro Knitting Around. Sono delle muffole molto particolari, lavorati in un pezzo unico ma secono il principio della specularità. Questo progetto è un esercizio di sagomatura in maglia a legaccio molto divertente.
Meg suggerisce che anche il Suspender Sweater, che trovate in Knit One Knit All, possa essere incluso con i capi Rorschach. In questo caso la specularità è verticale ed è accentuata dai cambi di colori.
Io aggiungerei anche il Round-the-Bend Jacket disegnato da Meg Swansen e pubblicato nel libro Handknitting with Meg Swansen. Questa giacca è lavorata in due metà identiche e speculari, con uno spacco sul dietro. La particolarità di questo capo è che non ha nessuna cucitura perché le due metà sono unite sul dietro con una chiusura i-cord a tre ferri “unvented” da Meg.
Abbiamo raggiunto la fine di questo piccolo excursus sul principio Rorschach applicato alla maglia da Elizabeth Zimmermann. Magari la prossima volta che vi capita di vedere una Tavola Rorschach, penserai a Elizabeth Zimmermann!